Sessualità consapevole

Lo scopo del mio lavoro è accompagnare persone di qualsiasi identità di genere e orientamento sessuale a vivere una sessualità appagata.

Lavoro con la coppia in crisi oppure con la coppia che semplicemente voglia approfondire e arricchire la propria relazione, su temi e problemi prettamente sessuali, oppure più genericamente legati all’intimità e alla comunicazione.

Lavoro con l’individuo che voglia un aiuto per comprendere e vivere più serenamente la propria sessualità, qualunque essa sia. 

La sessualità è una delle porte d’accesso che abbiamo a disposizione per lo sviluppo della consapevolezza di noi stessi, per la nostra crescita personale e relazionale. Ed io ho la competenza necessaria per aiutare chi lo desideri a valicare quella porta attraverso un dialogo aperto, accogliente e costruttivo.

Un primo incontro conoscitivo è il passo necessario per poter valutare insieme la situazione, gli obbiettivi e l’eventuale percorso. 

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Monica Fasoli - Sessualità consapevole

La sessualità coinvolge l’individuo nella sua totalità, sul piano relazionale, fisico, emotivo, mentale e spirituale

Quando è vissuta nella sua totalità può essere un’esperienza di profonda espressione di sé, di abbandono e di unione con l’altro, di profondo appagamento.
Parimenti quando è bloccata può essere fonte di profonda frustrazione.

Esiste l’opportunità di conoscere di più te stesso rispetto alla tua energia sessuale e al tuo modo di viverla ed esprimerla, e di sciogliere i nodi che ti limitano.

Nello specifico mi rivolgo soprattutto a persone che vivano un conflitto o una curiosità rispetto a desideri ed impulsi non integrati nella propria vita sessuale

Molti hanno fantasie che vanno al di là di ciò che è considerata la sessualità convenzionale.
Molti hanno pulsioni che tendono verso ciò che viene etichettato “sesso estremo”, per distinguerlo da ciò che viene definito “sesso normale”. O verso ciò che viene chiamato “sessualità alternativa”.

Ma cos’altro è la “normalità” se non ciò che per convenzione sociale siamo abituati a considerare tale?

Non esiste un reale ed oggettivo confine tra normale e anormale. Sarebbe più corretto parlare di abituale e non abituale.

E non esiste un tipo di sessualità non etica per definizione.
Come ogni cosa, può essere usata bene e può essere usata male.
Può essere condotta in modo etico, oppure no.

Sesso estremo e sessualità alternative sono etichette che racchiudono varie pratiche, che sono la possibile espressione di specifiche pulsioni personali. E che spesso incutono il timore di finire in qualcosa di perverso e/o di doversi omologare a qualche protocollo precostituito.
In realtà, non esiste un unico, vero e giusto approccio a tali pratiche.

Le etichette e le definizioni servono solo a descrivere un fenomeno per avere un linguaggio comune allo scopo di poterne parlare e potersi capire.
Poi, col supporto di quelle definizioni, ognuno ha da fare il proprio percorso personale per trovare il proprio significato, la propria preferenza, la propria declinazione nella pratica che consenta l’espressione di sé.

Il conflitto tra propaganda mediatica alla trasgressione e moralismo interiorizzato, mescolato alle nostre pulsioni e desideri personali, spesso ci confonde

Da un lato oggigiorno siamo bombardati da stimoli sessuali. Ci viene proposta dai media una sessualità ostentata, spesso volgarizzata, spesso nella sua modalità consumistica non in linea con ciò che internamente aneliamo.

Dall’altro lato, ognuno di noi porta dentro di sé il retaggio di una cultura sessuofobica. Siamo pieni, a volte anche in modo inconscio, di moralismi, pregiudizi, paure, blocchi energetici.

Tutto questo origina in noi conflitto, smarrimento e difficoltà a procedere in una direzione di libera espressione di sé anche sul piano sessuale, in una modalità che preservi le relazioni, il benessere proprio e di chi ci sta intorno.

Ciò che neghiamo di noi, tende a necrotizzarsi in ossessioni disturbanti e in materiale inconscio pieno di carica emotiva, producendo frustrazione e manipolando il nostro comportamento in meccanismi automatici disfunzionali.

Neghiamo parte della nostra natura e dei nostri desideri pensando di non avere alternativa, per ritrovarci poi con dipendenze che servono a compensare quelle parti negate (fumo, cibo, alcool, shopping, tv, internet).

Oppure pensiamo di dover agire tali pulsioni in maniera nascosta, clandestina, creandoci vite parallele che distruggono alla lunga le nostre relazioni, oltre che spaccarci in due come individui.
L’idea dietro tutto ciò è “non posso essere completamente me stesso nella mia vita ufficiale”.
Idea che, oltre a tutte le possibili e successive conseguenze, è già di per sé un’enorme mancanza di libertà, che mina il senso di dignità personale.

Non sto dicendo che la mancata libertà di espressione sul piano sessuale sia l’unica causa di dipendenze e frustrazioni, sto dicendo che è una delle possibili cause.
Solo tu sai, riflettendo onestamente su come stai vivendo la tua vita, se è un tema che ti riguarda oppure no.

Sembra che la scelta obbligata sia tra due opposti: o reprimersi, oppure dare libero sfogo a comportamenti potenzialmente distruttivi per sé e per gli altri

Invece, esiste una terza via, che è affrontare le proprie pulsioni e i propri desideri in modo aperto, serio, etico e concreto.
Così come si affronterebbe qualsiasi altro argomento riguardante l’umanità. Considerando pro e contro, rischi e sicurezza, consensualità ed etica, modalità e possibilità.

Ciò che di noi confrontiamo apertamente, accettiamo, ed integriamo nella nostra vita attraverso comportamenti che non feriscano noi stessi e gli altri, porta liberazione, appagamento e integrazione del sé.

Anche coloro che agiscono secondo pulsioni considerate trasgressive, ma lo fanno con morbosità, compulsione, colpa, è perché, a dispetto del comportamento ostentato, hanno qualcosa di non risolto, di non espresso, di negato.

È possibile invece raggiungere una sessualità che includa anche elementi considerati comunemente estremi o alternativi, ma libera, funzionale ed appagata.

Riconoscere le proprie pulsioni e desideri, non significa obbligatoriamente agirle.
Dare ad esse attenzione, spazio, e possibilità di confronto aperto, aiuta e allevia la tensione.
Successivamente, da questo stato di maggiore lucidità, pace, consapevolezza di sé e delle possibilità, sarai in grado di guardare con realtà quali cambiamenti vuoi portare nel tuo comportamento e quali no. Quali cose vuoi sperimentare e quali no.

La possibilità è quella di affrontare tutto ciò non come un problema, e neanche come qualcosa di strano.
Ma semplicemente come qualcosa che si presenta alla tua attenzione e che dunque ha qualcosa da dirti.


Lavoro attraverso psicoterapie e consulenze, individuali e di coppia

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Dott.ssa Monica Fasoli